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Castelbuono, uno dei borghi più belli d’Italia

Castelbuono, uno dei borghi più belli d’Italia

Posted by Maria Carola Leone Dic 14, 2016

Castelbuono è una pittoresca cittadina che si trova a circa 90 chilometri da Palermo, sorge sulle pendici del Colle Milocca, ed è immersa in un bosco di querce e frassini. Le sue origini sono ritracciabili da qualche reperto storico ritrovato che ci farebbe pensare al periodo neolitico. Le prime notizie certe, in quanto documentate, testimoniano che nel periodo della dominazione bizantina e della successiva conquista prima araba e poi normanna, esisteva un antico casale ‘Ypsigro’ di proprietà del qādi. Soltanto con i Ventimiglia si ebbe la costruzione di un vero e proprio centro abitato in quanto nel 1316 Francesco I fece costruire un castello, aggiungendo così una tessera in più al già immenso patrimonio economico-culturale della famiglia in contrasto con i Chiaramonte.

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Nel 1454 Castelbuono divenne il luogo preferito dalla famiglia tant’è che Giovanni I trasferì la sua corte portando con sé, dal Castello di Geraci, la reliquia di Sant’Anna donata dal Duca di Lorena nel lontano 1242.

Nei secoli successivi, XV-XVI secolo, fu sottoposta a lavori come l’ampliamento della chiesa madre. A tale progetto lavorò Francesco Laurana, artista della famiglia, e alla realizzazione di un mausoleo per la famiglia. Nel 1595 furono edificati conventi e chiese domenicane e dal 1602 si iniziò a costruire la Chiesa della Matrice Nuova. Nel 1632 Castelbuono divenne a tutti gli effetti una città in quanto ottenne lo status. Nel 1701 venne costruita la Cappella di Sant’Anna decorata dal raffinatissimo scultore siciliano Giuseppe Serpotta, fratello di Giacomo, e sempre nello stesso anno nacque il primo teatro.

Nel 1812 fu abolita costituzionalmente la società feudale anche se qualche anno più tardi, era il 1820, Castelbuono dovette affrontare un grave terremoto che danneggiò la Matrice Nuova e il Castello successivamente restaurati. Nel 1893 fece il suo ingresso anche Garibaldi durante la rivolta contro i Borboni e i Fasci Siciliani.

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Dopo questo breve résumée storico è d’obbligo elencare la bellezza architettonica che mi ha colpita più di tutte: il Castello dei Ventimiglia. A semplice pianta quadrangolare invece all’esterno presenta una facciata che mischia stili trecenteschi che influenzavano tutta l’architettura siciliana. Il volume ‘a cubo’, simile alla chiesa di San Cataldo o di San Giovanni degli Eremiti entrambe presenti a Palermo, è tipicamente arabo. Le torri disposte ai lati dell’edificio hanno un sapore normanno tranne quella rotonda che si rifà al tipo di costruzione militare sveva. Un tempo il Castello era abbellito anche da merli, ghibellini, a forma di coda di rondine che scomparvero durante il sisma dell’ottocento. Le strutture difensive e gli interni sono rimasti intatti. Le sale hanno soffitti a cassettoni scolpiti e decorati e delle ampie finestre e portate in stile gotico che si intona al soffitto quattocentesco della Sala Magna. Le stanze, in particolar modo la cappella palatina, sono state interamente stuccate dai fratelli Serpotta successivamente.

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Ad attirare la mia attenzione si sono aggiunti altre strutture, tra di esse molte erano quelle religiose. Una su tutte è la deliziosissima Chiesa di Maria Santissima Assunta conosciuta col appellativo di Matrice Vecchia. Essa risale al XIV secolo e i restauri hanno messo in luce una precedente costruzione risalente al XIII secolo, si pensa che fosse una moschea in quanto rimangono due finestre moresche ad archetti tribolati e il campanile presentava dei ruderi arabo-musulmani. Nonostante sia apparentemente ‘semplice’ dall’esterno essa mixa tre stili: romano-gotico, catalano e composito-chiaramontano. Senza fiato lascia il ciborio – alto più di quattro metri e largo due – attribuito a Giorgio da Milano del 1493, ed è finemente decorato: il manufatto marmoreo è costituito da due coppie di colonne tortili disposte su due ordini con pinnacoli terminali. Al primo ordine coppie d’angeli reggono panneggi a mo’ di baldacchino, il tabernacolo centrale è delimitato da dodici angeli genuflessi, nella predella la scena centrale dell’Ultima Cena, ai lati i rimanenti Apostoli e Profeti.

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Sei riquadri interni alle coppie di colonnine raffigurano i quattro Evangelisti e i Dottori della Chiesa. Al secondo ordine, sulla cornice con iscrizione, è collocata la Crocifissione di Gesù, due figure di santi ai lati, il tutto sormontato dalla lunetta contenente il rilievo della Natività di Gesù. Chiude il manufatto il mezzobusto del Padre Eterno benedicente sorretto da angeli.

Tra una visita monumentale, Castelbuono possiede vari musei (il Museo Civico che ospita mostre temporanee e permanenti e il Museo Naturalistico Minà Palumbo), mi sono imbattuta in una tipica pasticceria siciliana: i Fiasconaro. Noti per le loro prelibatezza pasquali e natalizie ho assaggiato alcuni dolcetti preparati interamente con prodotti del territorio.

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È inutile aggiungere che Castelbuono è una delle tappe da visitare, se vi trovate in Sicilia, in quanto è sicuramente uno dei Borghi più belli d’Italia.

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