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La mia rosa nel deserto

La mia rosa nel deserto

Posted by Lorena Lanza Mag 27, 2016

È una sera di luglio, atterro nel piccolo aeroporto di Marsa Alam e raggiungo il pullman che mi porterà in villaggio. Intorno a noi il deserto. Non c’è traccia di lampioni, semafori, autogrill… solo un posto di blocco, ma non di polizia: gente del posto, armata di kalashnikov, controllano l’identità dell’autista e a breve ripartiamo. Sono lontana da discoteche e caos cittadino, arrivo in villaggio, indosso il braccialetto che mi viene consegnato, riceviamo un cocktail di benvenuto e la piantina per trovare la camera. Ambiente pulitissimo, camere di lusso, tv satellitare…è tempo di riposare. Sveglia presto, colazione a buffet di quelle che amo, che ti permettono di mischiare dolce e salato e di sfuggire alla routine della “brioche e cappuccino”.
Spiagge lunghissime, ben attrezzate, in cui ognuno può sistemarsi dove vuole senza over lottare per guadagnarsi “un posto al sole” o litigare con la signora accanto, perché suo figlio correndo fa andare tutta la sabbia negli occhi mentre sei sdraiato sulla stuoia.
Davanti a noi la barriera corallina, dove vige il divieto di camminare, l’accesso al mare, infatti, è consentito attraverso determinati canali o dal pontile.

Armata di scarpette di gomma mi accingo a scoprire le sorprese che questa riserva naturale mi dona e subito mi viene incontro un pesce farfalla che mi regala una danza fatta di mille colori…
Non avrei mai immaginato che, pochi giorni dopo, avrei incontrato in quel preciso punto due tartarughe marine e avrei nuotato insieme a loro, osservandole immergersi per poi risalire e respirare.
Oltrepassando il pontile e scendendo le scalette ho potuto fare snorkling; l’impatto, rispetto alla riva, è stato decisamente diverso: l’acqua profonda, scura, intorno a me pesci di ogni tipo e dimensione (compresi piccoli barracuda e squali di barriera). Indosso la mascherina e mi immergo, non c’è luce e provo un attimo di smarrimento…mi sento come la sirenetta negli abissi; l’impressione è proprio quella, perché intorno non ci sono più i coralli colorati che avevo visto fino a quel momento, sembra un mondo sotterraneo ed inesplorato. Sono come una goccia nell’immensità dell’oceano.

Esco dall’acqua dopo una lunga nuotata e faccio una lunga passeggiata fino ad uscire dal villaggio, alla ricerca di un dromedario. Percorro qualche chilometro e incontro una famiglia di beduini e una bambina mi regala un braccialetto con una rosa (simbolo di forza e di pace) e dopo averli salutati, finalmente incontro due dromedari, il cui proprietario, osservando due ragazze che stavano camminando a pochi passi da noi, esclama: “queste due hanno la puzza sotto il naso!”…incredibile, parla italiano! Lui è l’esempio di un popolo che tiene a mantenere intatta la biodiversità del suo Paese e che dedica la sua vita al lavoro ed alla famiglia, accogliendo i turisti e facendoli sentire a casa.

È stato un viaggio che porterò sempre nel cuore, in particolare l’escursione fatta a Sharm EL Luli (soprannominata “Le Maldive d’Egitto”) e alla Laguna Blu, dove ho avuto la fortuna di vedere un dugongo: un mammifero che alcune civiltà considerano portatore di buon augurio. Alcune culture sostenevano che le sue lacrime fossero vere e proprie pozioni d’amore, altre ancora utilizzavano le sue ossa per costruire amuleti contro la cattiva sorte.
Ad ogni modo ne sono rimasta affascinata… un luogo incantevole che mi ha riempita di vita e di ricordi che si riaffacciano nei miei sogni più belli.

 

Marsa Alam sea

Marsa Alam sea

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