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Un Isola nell’Isola: l’Asinara

Un Isola nell’Isola: l’Asinara

Posted by Arianna Urbani Ott 15, 2016

Con i suoi 50 chilometri quadrati, il Parco Nazionale dell’Asinara costituisce metà del territorio comunale di Porto Torres.

Passeggiare tra i sentieri scoscesi, a picco sul mare cristallino, circondati da cavalli e asini bianchi –che danno il nome al territorio- è senza dubbio un’esperienza fuori dal comune.

Certo, spostarsi lungo l’isola non è facile, tutt’altro. Il servizio navetta propone orari e tempistiche che non possono di certo definirsi agevoli: molto meglio allora affidarsi a escursioni organizzate da guide locali o noleggiare una bicicletta, solo per citare due delle molte possibilità offerte per spostarsi in modo semplice dalla parte settentrionale a quella meridionale.

E’ per questo che il primo consiglio che mi sento di dare è di imbarcarsi con il primo traghetto, di buon’ora, anche per essere sicuri di poter visitare tutto quello che l’isola offre. Alle 18, infatti, partono gli ultimi collegamenti che dall’Asinara riportano in Sardegna e il rischio di perderli, tra una visita e l’altra, è altissimo, come mi hanno spiegato alcuni lavoratori del posto.

Le zone visitabili e balneabili sono tre: Cala d’Oliva, posta a nord-est; Cala Reale, punto di attracco dei traghetti provenienti da Porto Torres; Fornelli, punta meridionale del Parco. Al di fuori di queste zone la balneazione è vietata, in modo da poter tutelare la riproduzione di specie marine a rischio estinzione.

Consiglio a tutti un’imperdibile visita al Centro di Recupero Animali Marini di Cala Reale, che si occupa in particolare delle tartarughe marine gravemente ferite in seguito all’impatto con strumenti di pesca o con imbarcazioni, oppure debilitate e denutrite a causa di fattori ambientali sfavorevoli.

Nonostante il territorio selvaggio, non si può di certo dire che l’isola, completamente disabitata, non conservi tracce d’importanti vicende storiche: a Cala d’Oliva è visitabile il carcere di massima sicurezza istituito negli anni ’70, mentre al sud, a Fornelli, l’ex carcere di massima sicurezza a doppia corte. Entrare nelle minuscole celle, camminare sul campo di calcio dei detenuti e perdersi nei lunghi corridoi bianchi e blu è un’esperienza che non ha precedenti, che regala emozioni forti legate al passato del nostro Paese ma porta anche a riflettere sulla condizione di detenzione in Italia.

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