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Un tuffo nelle acque dolci del Messico: i Cenotes

Un tuffo nelle acque dolci del Messico: i Cenotes

Posted by Lorena Lanza Mag 25, 2016

13 ore di volo, e 6 giorni no-stop non bastano per scoprire tutte le sfaccettature di questo Paese, che offre non solo spiagge paradisiache con acqua cristallina e sabbia bianchissima, sole, fauna, ma anche tanta cultura discendente prevalentemente dal popolo dei Maya. A questo lato fiabesco si oppone quello del progresso: centri commerciali, grattacieli, parchi acquatici, pullman gran turismo, ristoranti di ogni tipo e così via.

Sono rimasta un po’ spiazzata da tutto questo e negli occhi della gente del posto ho letto un velo di tristezza e ho pensato che molti di loro hanno assistito alla distruzione di parte delle foreste in cui erano cresciuti, molti animali hanno perso il loro habitat e rifletto sul fatto che, a volte, sarebbe meglio avere qualche comodità in meno e ringraziare la natura per ciò che ci offre.
Vorrei parlarvi di una caratteristica del Messico che non troverete in nessun altro posto del pianeta, ossia dei Cenotes. Questa parola significa “pozzi” ed hanno un’origine molto antica. Moltissimi anni fa, infatti, la penisola dello Yucatan era completamente sommersa dal mare e l’accumularsi di coralli e sedimenti ha dato vita a numerose rocce calcaree. In seguito all’ultima era glaciale, quando il livello delle acque era di oltre 100 metri più basso di quello attuale a causa dell’intrappolamento dell’acqua sotto forma di ghiaccio, le piogge hanno avuto il tempo di erodere le rocce calcaree contribuendo a formare un enorme ed incredibilmente fitto sistema di cunicoli e caverne sotterranee. L’acqua, defluendo, sgocciolando ed infine evaporando, ha poi creato uno stupefacente paesaggio fatto di stalattiti e stalagmiti dalle forme e dalle dimensioni estremamente varie. Con lo sciogliersi dei ghiacciai, verso la fine dell’era glaciale, l’acqua ha poi invaso progressivamente, allagandolo completamente, questo intricato sistema composto da grotte e passaggi. La vegetazione, crebbe in maniera fitta invadendo quasi completamente tutta la zona dello Yucatan, contribuendo a sigillare e nascondere per oltre 10.000 anni ciò che era stato creato dalla natura.

Col passare del tempo alcune grotte caddero, aprendo dei grandi pozzi sui fiumi. I Maya li usavano come rifugi sotterranei, infatti vicino ad essi si trovano spesso antichi edifici dedicati al culto e alla purificazione. A tal proposito, se vi recherete in Messico, non perdetevi la serata dedicata al culto dei Maya, in cui gli sciamani vi faranno partecipare a dei veri e propri culti di questo tipo. I Cenotes, però, sono stati anche teatro di sacrifici umani, che gli Itzà compivano nei periodi di siccità, o per chiedere rivelazioni sull’annata che sarebbe venuta. Era per loro un mezzo per ringraziare gli dei.

Io ho visitato quello di Ik-Kil, nelle vicinanze del parco archeologico di Chichén Itzá. Per raggiungere questa zona ho percorso 4 ore in pullman, ma, immergendomi in quell’acqua fredda, dolce e misteriosa, ho avvertito tutta la magia di quel posto ed ho espresso un desiderio. Ne sono uscita in qualche modo diversa, spero che un giorno proverete anche voi una sensazione così bella.

 

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